Il decreto Gelmini è legge.

Il decreto Gelmini è legge. Il Pd: “Non finisce qui”

 

 

 ROMA – L’aula del Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di conversione del decreto Gelmini sulla scuola, con 162 sì, 134 no e 3 astenuti.

A favore hanno votato Pdl, Lega nord e Mpa, mentre i no sono arrivati da Pd, Idv e Udc. Non essendo stata apportata alcuna modifica rispetto al testo votato alla Camera il decreto ora è legge dello Stato.

Il Senato è simbolicamente ‘assediato’ dagli studenti, alcune migliaia, delle scuole superiori arrivati da tutti e tre i lati di Palazzo Madama. “Proteggiamo il nostro futuro”. E’ lo striscione degli studenti del ‘Morgagni’ appena arrivati a corso Rinascimento. Intanto, di fronte al Senato i ragazzi ripetono “Se non uscite voi entriamo noi”. “Dieci, nove, otto..” è il count down che si conclude con fischi e urla. Al lavoro imponenti forze dell’ordine
e numerosi blindati. Ma appena giunta la notizia dell’approvazione del decreto da parte dell’aula di Palazzo Madama è esplosa la rabbia degli studenti: è partita una salva di fischi seguiti da cori contro il ministro e da un impegno, urlato: “Noi qui non ci fermiamo” e “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”.

IL PD: “NON FINISCE QUI” – “Dice Montale: ‘Non chiedeteci la parola che squadri da ogni lato, questo dirvi possiamo, cio’ che non siamo cio’ che non vogliamo’. Esattamente cio’ che avete dimostrato, cio’ che non siete, cio’ che non volete, una scuola libera che funzioni che formi classi dirigenti una scuola che consenta a questo paese di entrare a pieno titolo nel futuro”. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, termina il suo intervento in aula, durante le dichiarazioni di voto, citando una poesia di Montale.

“Voi pensate che dopo il voto sul decreto sia finita qui. Per noi non lo è e credo anche per il movimento che si è acceso nel paese”, dice Finocchiaro che rivolgendosi poi al ministro Gelmini ne sottolinea “il suo silenzio, indifferente e opaco. Alle domande lei non risponde e colpisce questa vostra cupa determinazione. Di queste giornate colpisce il disprezzo per le ragioni degli altri. Avete detto che gli studenti sono strumentalizzati, bugiardi e facinorosi o come dice Gasparri, cretini in malafede. E allora dico noi siamo tutti cretini e in malafede”.

L’intervento diFinocchiaro surriscalda per qualche istante l’aula del Senato. Al termine delle sue dichiarazioni di voto il gruppo del Pd si alza in piedi per un lungo applauso. Contemporaneamente dai banchi della maggioranza si levano voci di dissenso verso i contenuti dell’intervento della senatrice. Il clima dell’aula, che fino a quel momento era stato abbastanza sonnacchioso, si scalda e dal Pdl qualcuno grida al Pd: pagliacci. “I pagliacci siete voi”, replicano i senatori dell’opposizione. Il presidente del Senato, Renato Schifani, deve quindi intervenire per riportare l’ordine invitando tutti alla pacatezza.

LA PROTESTA – Non si ferma la protesta degli studenti contro le misure sulla scuola del ministro all’Istruzione, Mariastella Gelmini.

Per tutta la giornata di ieri, gli studenti hanno manifestato in migliaia davanti al Senato. Anche davanti al ministero della Pubblica istruzione. Accoglienza, cultura, scienza, al posto di oro, incenso e mirra. Sono questi i “doni” che tre moderni Re Magi (uno studente, un docente ed un genitore immigrato) hanno portato sotto al dicastero per consegnarli al ministro Gelmini insieme alle oltre 15 mila firme raccolte su tutto il territorio romano dal coordinamento “Non rubateci il futuro”, dei genitori ed insegnanti della scuola Iqbal Masih, contro il provvedimento.

E sempre sotto il ministero, un centinaio di studenti del liceo scientifico Malpighi di Bravetta, hanno protestato in versi: due gli striscioni portati a viale Trastevere dai ragazzi: “Malpighi dice No” e “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtute e conoscenza. Ora come faremo?”, una citazione dal 26^ canto dell’Inferno di Dante.

LO SCIOPERO – “La grande manifestazione che si svolgera’ a Roma il 30 ottobre rimarra’ una data memorabile nella storia della scuola italiana: migliaia di persone, tra docenti, famiglie, studenti, associazioni professionali e istituzioni territoriali, uniranno le loro voci di protesta per dire no alla riforma Gelmini”. A dichiararlo e’ il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, che rivendica il ruolo centrale dei sindacati di settore: “Per dimostrare che il fronte della protesta e’ compatto e unitario- sottolinea Di Meglio- sul palco che sara’ allestito in piazza del Popolo per il comizio finale, interverranno soltanto i cinque segretari di categoria”.

Il corteo partira’ alle 9 e 30 da piazza della Repubblica, dove si raduneranno le delegazioni provenienti da tutta Italia, e si snodera’ lungo via Vittorio Emanuele Orlando, largo di Santa Susanna, via Barberini, piazza Barberini, via Sistina, piazza Trinita’ dei Monti, viale Trinita’ dei Monti e viale D’Annunzio, fino ad arrivare in piazza del Popolo.

“Il ruolo dell’istruzione nella politica del ‘900: il caso del fascismo e del nazismo”. È questo il titolo della lezione di protesta contro la legge 133 del governo che si svolgera’ oggi dalle 10 e 30 alle 13 e 30 in Piazza Barberini a Roma. L’iniziativa e’ organizzata dagli studenti delle facolta’ di Sociologia e Scienze della comunicazione della Sapienza. Sara’ il professor Zani, appena eletto preside della facolta’ di Sociologia, a salire in “cattedra”.

DA BOLOGNA: “FERMATEVI” – Sono oltre cinquemila tra alunni, insegnanti, genitori, studenti medi ed universitari gli “orfani” della scuola pubblica che stanno manifestando in corteo per le vie del centro storico di Bologna. I manifestanti si sono ritrovati in piazza Maggiore e con centinaia di ceri hanno composto una scritta sul “crescentone”. “Fermatevi”, è questo il grido che arriva dalla piazza diretto verso il Governo. I manifestanti sono poi partiti in corteo per via Rizzoli. Percorreranno alcune strade della cittadella universitaria (Zamboni, Castagnoli, Moline, Augusto Righi), per poi ritornare in piazza Maggiore passando per via Indipendenza.
Halloween sembra essere arrivato tre giorni prima. I manifestanti sono tutti a lutto e sfilano tenendo in mano fiaccole e ceri funebri. Ci sono inoltre dei trampolieri travestiti da “morte” che viene a uccidere la scuola pubblica e da “cieco” che non riesce più a trovarla. Gli studenti del polo artistico sfilano portando in spalla una bara, altri bambini sono travestiti da fantasmi, e tante altre persone tengono in mano dei lumini. Ad attenderli in piazza Maggiore la Banda Roncati. Tra i manifestanti spiccano anche diversi rappresentanti politici bolognesi tra cui l’assessore Anna Patullo (Pdci), i movimentisti Valerio Monteventi e Franco “Bifo” Berardi, Sergio Spina e Lorenzo Grandi del gruppo Prc in Provincia.

 

Fonte: Dire.it

Il decreto Gelmini è legge.ultima modifica: 2008-10-29T11:14:00+00:00da viaggivaca
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