Occupate facoltà e rettorati Lezioni in piazza

Università, occupati facoltà e rettorati Lezioni in piazza

 

Dopo le mobilitazioni di lunedì, anche martedì gli studenti universitari hanno organizzato «forti manifestazioni di dissenso» in tutti gli atenei d’Italia, contro la riforma Gelmini e i tagli alla ricerca scientifica. Da Cagliari, dove l’Unione degli universitari, ha organizzato una Assemblea d’Ateneo, a Napoli, dove è in corso un corteo di protesta; da Palermo, in cui ci sono assemblee in tutte le facoltà e dove il rettore ha fatto oscurare il sito web, a Pavia dove l’Udu continua le mobilitazioni con un’assemblea nella Facoltà di Scienze.

L’Unione degli Universitari, si legge nella nota, «condivide le adesioni emerse dalle manifestazioni studentesche di lunedì a Palermo, Pavia, Ferrara e Ancona per la mobilitazione nazionale del mondo universitario prevista per il 14 Novembre e aderisce a questa data. Sono previste mobilitazioni regionali estese su tutto il territorio nazionale per il 29 Ottobre ed il 5 Novembre, mobilitazioni costruite dalle associazioni Udu dei vari Atenei insieme ad altre associazioni studentesche che condividono questo percorso di mobilitazione».

Alcune centinaia di studenti dei Collettivi universitari della sinistra che poco prima avevano fatto irruzione nel Rettorato dell’Università di Bologna, hanno raggiunto la stazione ferroviaria e hanno occupato «simbolicamente» il primo binario dello scalo per una decina di minuti.
I manifestanti hanno gridato slogan per spiegare le ragioni della protesta aggiungendo che «non è che l’inizio» e che «le occupazioni continueranno».

«Contro la legge 133 occupiamo l’università. La vostra crisi non la pagheremo noi». Dietro questo striscione è partito un gruppo di studenti e lavoratori dell’università ‘Statale’ di Milano che hanno lasciato l’assemblea degli stati generali d’ateneo per andare a manifestare davanti alla prefettura del capoluogo lombardo. Il corteo, nelle intenzioni dei manifestanti, passerà anche davanti a Palazzo Marino.

A Napoli un corteo di studenti universitari e delle scuole superiori sta attraversando le strade del centro di Napoli. La manifestazione – alla quale stanno partecipando, un migliaio di persone – è stata voluta dai
Collettivi studenteschi, da associazioni di dottorandi e ricercatori e dalle organizzazioni degli studenti medi. In testa al corteo uno striscione con la scritta: «Fuori Confindustria da scuole e università».

Mentre a Genova varie lezioni condotte dai professori della facoltà di Lettere si sono tenute in strada, con un calendario di appuntamenti organizzato per tutta la settimana. Nel pomeriggio in programma un’assemblea alla facoltà di lingue straniere. Nella prima mattina il responsabile del dipartimento di storia contemporanea Antonio Gibelli ha tenuto il suo corso sulla prima guerra mondiale spaziando sino a Vittorio Foa e l’assemblea Costituente, nella piazzetta davanti alla biblioteca universitaria in via Balbi.

Sopra l’entrata della biblioteca appariva lo striscione «Contro l’università-fondazione portiamo in piazza la lezione – facoltà genovese in lotta».

L’università di Palermo invece ha oscurato il suo sito per protesta contro la riforma Gelmini nel giorno in cui è stato deciso lo stop alle lezioni e si svolgono le assemblee in tutte le facoltà e il corteo fino alla prefettura che vede il coinvolgimento di studenti, docenti e ricercatori. Decisioni assunte e incoraggiate dal rettore Giuseppe Silvestri. Visibile sul sito solo la mozione del Senato accademico: «Rinnovando il proprio impegno per una profonda innovazione del sistema universitario italiano, il Senato accademico ha in più occasioni espresso forti preoccupazioni sui numerosi provvedimenti legislativi che negli anni si sono succeduti, volti a ridurre drasticamente e indiscriminatamente le disponibilità degli atenei statali sia in termini finanziari che di risorse umane. Il Senato accademico ha quindi condiviso le argomentazioni dell’Assemblea della Crui, che ha prefigurato a breve un collasso dell’intero sistema universitario, con gravissimo pregiudizio delle capacità innovative e della crescita scientifica e culturale del Paese».

Nel documento viene poi ribadita la contrarietà «nei confronti di ogni ipotesi di trasformazione dell’università di Palermo in una Fondazione e, per quanto riguarda le previsioni della legge 133, conferma l’allarme già oggetto di numerosi interventi della Crui, del Cun, del Cnsu, nonché degli stessi organi di governo dell’Ateneo.

Il Senato accademico ritiene necessario, per ristabilire una base di discussione serena e costruttiva, la revoca della citata legge 133 e la reale attivazione del tavolo interistituzionale annunciato dal ministro Gelmini, dal quale fare partire una consultazione ampia e partecipata volta alla individuazione di percorsi che indirizzino, con un adeguato processo di valutazione, verso comportamenti virtuosi tanto dei singoli che degli atenei».

A Roma una delegazione di studenti ha incontrato nello studio del Rettore dell’università ‘La Sapienza’ di Roma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per consegnargli una lettera a nome di studenti, dottorandi e precari della ricerca. Nella lettera, che criticava i tagli del governo alle università, è stato chiesto al presidente di «prendere posizione, affinché il carattere pubblico della formazione non venga definitivamente dismesso».

E con l’augurio che il presidente Napolitano «decida da che parte stare» e non abbandoni a se stessi scuola, università e ricerca pubblica». Dopo aver letto la lettera, Napolitano ha parlato con i ragazzi. Il presidente, che ha apprezzato le modalità con cui gli studenti hanno espresso il loro pensiero, ha detto alla delegazione che «l’università è una priorità del Paese, ma la sua funzione non è politica, per cui con la sua responsabilità morale risponderà ai ragazzi nei modi consentiti».

Fonte: L’unità.it

Occupate facoltà e rettorati Lezioni in piazzaultima modifica: 2008-10-21T17:16:29+00:00da viaggivaca
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