08/01/2009

Università, sì Camera alla fiducia

Università, sì Camera alla fiducia
sul decreto Gelmini

 

La Camera ha votato la fiducia al governo sul decreto legge Gelmini sull'Università. Il testo è stato approvato con 302 sì. I voti contrari sono stati 228. Due deputati si sono astenuti.  

L'esame del decreto, che è stato già approvato dal Senato e scade il 9 gennaio, proseguirà domani mattina a Montecitorio. Dopo gli ordini del giorno e le dichiarazioni di voto (queste ultime saranno trasmesse in diretta televisiva) si giungerà al via libera definitivo per il decreto Gelmini. Oltre al sì della maggioranza, appare scontato il no del Pd e dell'Idv. L'Udc, invece, alla fine potrebbe orientarsi per un voto di astensione.

Varie le innovazioni introdotte dal decreto. Per il reclutamento di professori e ricercatori universitari saranno formate commissioni tramite il sorteggio dei professori, riducendo a uno il numero dei docenti nominati dalle facoltà.  Ci sarà il blocco delle assunzioni per le sole università con una spesa per il personale troppo elevata, ma per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori il turn over sarà innalzato al 50%. Aumenteranno i finanziamenti alle Università migliori sulla base dei criteri dell'offerta formativa, della qualità della ricerca scientifica, e di qualità, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche. Infine, più borse di studio e 65 milioni di euro per la realizzazione di nuove residenze universitarie.

Fra le novità previste dal dl Gelmini ci sono: il blocco delle assunzioni per le università con una spesa per il personale troppo elevata, collegato però all'innalzamento del turn over al 50% per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori. Per il reclutamento di professori e ricercatori saranno poi formate commissioni tramite sorteggio, riducendo a uno il numero dei docenti nominati dalle facoltà.

Previsto poi l'aumento dei finanziamenti alle università migliori sulla base dei criteri dell' offerta formativa, della qualità della ricerca scientifica, e di qualità, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche. Inoltre ci saranno borse di studio a tutti gli aventi diritto e 65 milioni di euro per la realizzazione di nuove residenze universitarie. 

Il maltempo, con le conseguenti difficoltà incontrate stamani dai deputati delle regioni del Nord per raggiungere Roma, ha destato nella maggioranza la preoccupazione di non avere i numeri in Aula. Da qui la decisione, assunta dal presidente della Camera Gianfranco Fini una volta sentiti tutti i gruppi parlamentari, di far slittare di due ore la votazione.

Una scelta, questa che però non sarebbe stata digerita inizialmente tanto di buon grado sia dall'Idv sia dal Pd. E, come per ringraziare i deputati del Pdl che hanno accolto il suo invito categorico ad essere presenti al voto di oggi, in Aula a votare è venuto anche il presidente del Consiglio, che nell'emiciclo di Montecitorio ha dispensato abbracci ed auguri per il nuovo anno a deputati di maggioranza e a qualcuno di opposizione.

 

Fonte: http://www.ilmessaggero.it

28/11/2008

Via libera del Senato al Dl Gelmini

Via libera del Senato al Dl Gelmini

 

Roma - Il Senato ha approvato il Decreto Legge del Ministro Gelmini sull' università. I partiti a favore sono stati Pdl e Lega Nord, contrario Pd e Idv. Non ha partecipato al voto l'Udc, come già aveva preannunciato il senatore Gianpiero D'Alia. 

Si sono registrati nuovi episodi di protesta, il più clamoroso all'Università La Sapienza di Roma, che ha visto il rettore Luigi Frati costretto ad abbandonare la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dopo che gli studenti avevano interrotto la celebrazione. Tensione anche sotto Palazzo Grazioli, residenza del premier Silvio Berlusconi, quando un centinaio di studenti si sono radunati grida "vergogna" e "buffone” .

“La gravità delle parole di Berlusconi – si apprende da un comunicato stampa di “Scuole di Rivolta” - che ha voluto vergognosamente ridurre a fatalità quello che è stato invece la conseguenza tragca di anni di tagli alla spesa sociale nel paese” .

Contestazioni anche alla sede de “Il messaggero” , gli studenti sostengono che “gli articoli di questi giorni hanno ridotto le mobilitazioni ad un problema di viabilità, confondendo causa ed effetto,e non parlando dei reali problemi di questa città dove le scuole cadono a pezzi e la viabilità è bloccata non certo per le manifestazioni”. Contenstato anche il quotidiano “Libero” per alcuni articoli sui fatti di Piazza Navona.

Intanto sono circa trecento gli studenti giunti in piazza della Repubblica, il corteo ha iniziato la sua marcia da Piazza Barberini. Uno striscione portato dai ragazzi "Per una scuola di tutti, per una istruzione libera, per il nostro futuro, combattere". In arrivo anche un corteo degli universitari partito dalla Sapienza. Cinque in tutto i cortei previsti nella capitale. "

 

fonte: http://www.voceditalia.it

Bloccata l'inaugurazione dell'anno accademico

Università. Bloccata l'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza

 

Interrotta l'inaugurazione dell'anno accademico all'università "La Sapienza" di Roma. Un centinaio di studenti appartenenti al movimento No Gelmini ha infatti invaso l'aula Magna del rettorato, ove si stava tenendo la cerimonia.
Armati di megafono e al grido di «Non c'è niente da inaugurare», i manifestanti sono seguiti da un centinaio di altri studenti che, stanno raggiungendo l'aula magna da un'entrata laterale.

Il rettore Luigi Frati, che aveva appena terminato il suo intervento, è rimasto in piedi anche quando è stato occupato il palco, ma è stato apostrofato come «buffone». . Alla massima autorità dell'Università di Roma, viene rimproverato che «il provvedimento che il Rettore doveva prendere contro la riforma universitaria era il blocco della didattica, e non è stato fatto».

Da parte sua Frati avrebbe bollato come «fascisti» i manifestanti, replicando poi: «Il vostro comportamento non è democratico, vi era stata proposta l'opportunità di far parlare un vostro rappresentante all'inaugurazione ma voi avete rifiutato».

 

fonte:http://www.agenziami.it

13/11/2008

Onda anomala a Roma

 Onda anomala a Roma: oggi studenti in piazza da tutta Italia.

Sciopero generale dei sindacati, quattro cortei in centro

 

Roma, 14 nov. (Apcom) - Col treno, in pullman, in auto, a piedi: tutti a Roma oggi a manifestare contro il governo, la legge finanziaria 133, i tagli alla stabilizzazione dei precari e ai fondi agli atenei. In piazza scenderanno in decine di migliaia, promettono i collettivi, gli studenti universitari di tutta Italia, ma anche quelli dei licei, i professori, gli assistenti e i ricercatori. Insieme formeranno quell'Onda anomala che già le scorse settimane ha 'inondato' strade e piazza della capitale, spinta dallo slogan di sempre: "Noi la crisi non la paghiamo".

La giornata di protesta era stata appoggiata e preparata dai sindacati confederali del settore, che per oggi avevano proclamato uno sciopero generale unitario: ieri Cisl e Snals-Confsal hanno fatto un passo indietro revocando l'agitazione, ma la Flc Cgil ha confermato la mobilitazione, non avendo ricevuto dal governo "atti concreti sui diversi punti che stanno alla base della proclamazione dello sciopero".

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, infatti, aveva incontrato martedì sera i sindacati, facendo sapere loro che il decreto legge sull'università approvato dall'ultimo Consiglio dei Ministri era "il massimo" che il governo potesse fare. Rimarranno così per ora inascoltate le posizioni di collettivi ed organizzazioni sindacali, che pur avevano apprezzato alcuni aspetti del decreto Gelmini sull'università: soprattutto i sindacati avevano chiesto al governo di ritirare in blocco gli articoli della finanziaria (legge 133) che fino al 2010 tagliano un terzo del Finanziamento ordinario alle Università (702 milioni di euro in meno nel 2010 e 835 milioni nel 2011) e limitano i fondi agli Enti di ricerca.

Gli studenti chiedono anche una progressiva riduzione delle tasse universitarie fino alla gratuità; l'eliminazione dei blocchi all'accesso (numeri chiusi); lo scardinamento del sistema 3+2 con abolizione dei crediti; più borse di studio, alloggi e servizi;maggiori fondi alla ricerca e trasparenza nei concorsi; abolizione dei contratti atipici e lavoro stabile ai precari.

Oggi nella capitale sfileranno quattro cortei: gli universitari della Sapienza partiranno alle 9.30 da piazzale Aldo Moro e 'raccoglieranno' per la strada gli studenti degli altri atenei d'Italia; gli studenti dell'ateneo Roma Tre partiranno alle 9 da Piramide; gli studenti medi alle 9.30 da piazza Barberini. Tutti confluiranno a Piazza della Repubblica e da lì si avvieranno verso Via dei Fori Imperiali e Piazza Venezia. Il quarto corteo, quello dei sindacati e dei lavoratori, nel frattempo partito dalla Bocca della Verità, si fermerà a Piazza Navona, a due passi dal Senato.

Sebbene Trenitalia non abbia messo a disposizione convogli speciali per l'evento, da molte città d'Italia gli studenti si sono organizzati contrattando per il viaggio sconti comitiva o affittando pullman: arriveranno da Milano (caos ieri alla stazione Centrale e tensioni studenti-forze dell'ordine), Bologna, Torino, Firenze, ma anche Napoli, Palermo, Parma, dalle Marche e dal Veneto. Le forze dell'ordine non escludono 'blitz' degli studenti al Ministero dell'Istruzione o in altri posti nevralgici della città e per questo verranno presidiati i siti più 'caldi' (sedi istituzionali e vie limitrofe, stazioni Termini e Tiburtina). Da Napoli è annunciato l'arrivo di 2mila studenti, a Torino gli studenti sono riusciti a raccogliere i soldi necessari per noleggiare un treno speciale delle Fs e si preparano a sbarca a Roma in mille, come anche dalle Marche. Via libera al treno speciale anche per 3mila studenti bolognesi, altri 200 arriveranno dalla Sicilia e 800 dall'Umbria.

Per i cittadini romani si annuncia quindi un altro giorno di traffico nel caos e mobilità rallentata: l'Atac ha già fatto sapere che per l'occasione saranno deviate o limitate 52 linee di bus, soprattutto al centro. Molti giovani dopo la conclusione dei cortei rimarranno a Roma: domenica alla Sapienza è prevista l'assemblea nazionale dei collettivi contro la legge 133.

Scuola, migliaia di studenti in corteo

Scuola, migliaia di studenti in corteo
Scontri con la polizia a Roma

 

ROMA - In tutta Italia non si arresta la mobilitazione contro la riforma della scuola e dell'università. Nonostante le timide aperture del ministro Gelmini, gli studenti vanno avanti. Migliaia gli studenti che sono scesi in strada. Con qualche momenti di tensione a Roma e a Milano.

Roma - Almeno 25mila studenti sono scesi in strada. Il corteo partito dall'Università la Sapienza è confluito in un altro, quello promosso dagli studenti medi, alla stazione Termini; in piazza Venezia un altro corteo, quello dell'Università Roma Tre si è aggiunto al lungo serpentone. Quattro ragazzi che avevano indosso simboli di destra sono stati allontanati dal corteo.

Uova contro le banche. Lancio di uova contro la banca di Roma di via Solferino e la banca Carim di via Cavour. Gli universitari, per lo più della facoltà di psicologia, hanno attaccato striscioni sulle vetrine dell'istituto bancario con su scritto: "noi la crisi non la paghiamo". Secca la reazione del direttore dell'istituto: "Stiamo lavorando, dovete portare rispetto". Replica del corteo: "Le vostre banche devono chiudere, siete dei corrotti. Lo Stato sta usando i nostri fondi per finanziare voi e ci lasciano in mutande".

Gli scontri.
Da piazza Venezia la manifestazione ha raggiunto largo di Torre Argentina, quindi si è diretto verso il ministero dell'Istruzione. Ma arrivati in viale Trastevere gli studenti hanno proseguito: "Non ci interessa il ministero, abbiamo intenzione di bloccare la città". E hanno proseguito verso Piramide. Qui alcuni giovani hanno cercato di bloccare la stazione della metropolitana e sono stati caricati dalle forze dell'ordine. Il bilancio è di uno studente ferito, alcuni contusi (tra cui un agente) e di una giornalista di Repubblica che è stata colpita ad un braccio da una manganellata. "Ci hanno caricato due volte, hanno caricato chi aveva tentato di occupare i binari della Stazione Ostiense correndo verso i cancelli" dicono gli studenti. Durante gli scontri oltre ai lanci di bottiglie di vetro verso le forze dell'ordine è stato anche sfondato il lunotto posteriore di un'auto parcheggiata davanti all'entrata per bloccare l'accesso. La polizia però smentisce: "Nessuna carica, ci hanno tirato le bottiglie addosso". Alla fine il corteo si è sciolto davanti all'Università.


Milano. "Siamo oltre 60mila" afferma dal palco allestito in piazza del Duomo Vincenzo Moriello, segretario funzione pubblica della Cgil Lombardia, parlando alla grande folla di lavoratori riunitisi in piazza e che sono stati raggiunti, poco prima di mezzogiorno, dagli studenti. In testa al corteo uno striscione dedicato ai quattro studenti dell'Agnesi denunciati a inizio settimana per aver tentato di occupare il liceo: "Io non ho paura. Le denunce non fermano l'Onda". Gli studenti medi sono confluiti in piazza al termine di un corteo per le vie del centro che ha visto la partecipazione di circa 400 ragazzi, mentre una cinquantina di universitari sono arrivati dopo un presidio presso le segreterie delle facoltà in via Santa Sofia. Unico momento di tensione quando un gruppo di circa cinquanta ragazzi si sono staccati per correre in direzione della Galleria Vittorio Emanuele. Qui hanno trovato un cordone delle forze dell'ordine pronto a sbarrare loro la strada e hanno deviato in direzione di Via Santa Margherita.

Napoli. Corteo di studenti delle scuole medie superiori e degli universitari anche a Napoli. Partenza da piazza Mancini, destinazione piazza del Plebiscito per stazionare fuori alla Prefettura. I giovani hanno affisso davanti all'ingresso della sede dell'agenzia di lavoro interinale Adecco e della sede regionale della Corte dei conti in via Marina dei manifesti con sopra scritto: "Attenzione, generatore di crisi". I manifestanti hanno transennato simbolicamente l'accesso ai due edifici con nastri bianchi e rossi, affissi anche all'ingresso dell'università Federico II. Nel corteo ci sono dei trampolieri che riproducono l'allegoria di "Alice nel paese delle meraviglie" con riferimento ironico alla situazione finanziaria.

Pisa. Alcuni binari della stazione di Pisa sono stati occupati da partecipanti alla manifestazione contro la legge 133, a cui hanno preso parte sia studenti universitari che medi. Sono stati accesi anche fumogeni. Alla stazione c'erano le forze dell'ordine. La protesta era partita intorno alle 9 da piazza XX Settembre, sotto il Comune. Tra i 200 e i 300 i partecipanti.

Cagliari. Un corteo di 5000 universitari e studenti delle medie superiori ha attraversato le vie di Cagliari. La manifestazione, diretta in piazza San Cosimo, è aperta da studenti che, ispirandosi alla canzone The Wall, indossano maschere bianche e recano uno striscione con la scritta ironica "non ci serve l'istruzione".

Torino. Una bara di cartone nera con la fascia tricolore e la scritta 'Studenti e dipendenti affranti' con davanti due lumini con i santini del premier Silvio Berlusconi e del ministro Giulio Tremonti e l'annuncio mortuario che recita 'Si è spenta in data 6 agosto 2008 l'università causa legge 133. Ne danno il triste annuncio gli studenti tutti e i dipendenti'. E' l'immagine che ha caratterizzato la controinaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino nel piazzale davanti all'ateneo. Il tutto mentre all'interno si svolgeva la cerimonia ufficiale che apre il nuovo anno della facoltà. A Chivasso, al termine di un corteo studentesco di protesta una cinquantina di ragazzi ha cercato di entrare in un liceo dove si stava facendo regolarmente lezione, solo dopo l'intervento dei carabinieri la situazione è tornata calma.

Altri cortei. Gli studenti delle scuole superiori e dell'assemblea permanente "No133" di Macerata,hanno dato vita a un corteo che si è snodato per le vie del centro. Duemila, secondo gli studenti, i partecipanti. In Sicilia, sia a Messina che a Palermo, gli studenti sono sfilati in corteo per le vie cittadine. Proseguono anche le assemblee nelle facolta' per determinare documenti politici contro la riforma e continuano le occupazioni di alcuni istituti scolastici con lezioni autogestite.
 
Fonte: LaRepubblica.it

PROTESTA UNIVERSITA'

PROTESTA UNIVERSITA': SCONTRI A MILANO TRA STUDENTI E POLIZIA

 

(IRIS) - MILANO, 21 OTT - Polizia e studenti si sono scontrati oggi nella stazione delle ferrovie Nord di Piazzale Cadorna a Milano. Il gruppo di studenti (3 mila secondo gli organizzatori, solo un migliaio per la Questura), al termine di un'assemblea nell'aula magna dell'Università Statale aveva deciso di manifestare nella stazione contro la riforma Gelmini, senza però chiedere l'autorizzazione.
Gli agenti hanno creato una barriera, forzata poi dagli studenti. La polizia ha reagito a colpi di manganello. La situazione è tornata poco dopo alla normalità e un gruppo di studenti, lavoratori e ricercatori dellAteneo milanese è rimasto a manifestare con slogan e striscioni.

 

 

06/11/2008

Siti amici

 
Siti amici
 
 

Premier: nessun taglio alla scuola cattolica

Premier: nessun taglio alla scuola cattolica
 
Il premier Silvio Berlusconi commenta la Finanziaria intervenendo all'inaugurazione del salone del Ciclo e Motociclo a Fiera Milano e spiega: «Devo ammettere una mia colpa, non mi ero accorto che nella Finanziaria 134 milioni sono stati tolti alla scuola privata cattolica. Cercheremo di non toglierli». Il premier ha sottolineato che «è una libertà per tutti - ha detto Berlusconi - che ci sia una scuola privata per le famiglie che abbiano a cuore lo studio dei loro figli anche secondo determinati valori».

Berlusconi inoltre è tornato sulla polemica di qualche giorno fa sulle forze dell'ordine nelle scuola. «Non ho mai detto - ha ribadito - che avrei mandato la polizia nelle scuole, come maliziosamente riportato dai titoli dei giornali». Il premier ha precisato: «Ho detto che manifestare è legittimo, ma lo stato deve garantire anche il diritto di insegnare e di imparare». Berlusconi ha quindi sminuito le dimensioni della protesta, «amplificata da una disinformazione eccessiva e inaccettabile». «Sono pochissime - ha detto - le scuole non dico occupate, ma presidiate». «Se lo leggete, nel decreto sulle scuole elementari non c'è nulla di quanto detto durante le proteste».


Fonte: ilmessaggero.it


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